La maieutica: vedere e far vedere.
Scoprire.
Il diario.
Questo diario è stato scritto su fogli sparpagliati, poi esposti in una mostra, come indicazione di un percorso di lavoro non cronologico né consequenziale, ma in armonia col significato del termine “laboratorio”, oggi largamente abusato. Il laboratorio è infatti il luogo della scoperta giornaliera e imprevista, verso un “mostrare” qualcosa che viene donato agli altri e a se stessi nello spirito di un gruppo che cammina insieme.
Questa esperienza è stata documentata in video.
*
“Questa è la ragione per cui, in un vero seminario, il maestro è colui che apprende di più. A tal fine non è necessario che egli insegni agli altri il significato del testo; necessario è che si ponga nel giusto ascolto del testo. Nel seminario bisogna porre incessantemente domande. Gli allievi, con il loro domandare, devono sostenere il domandare del maestro. Non si deve mai credere qualcosa, tutto ha bisogno di essere saggiato. Così, evidentemente, il lavoro non è misurabile secondo la quantità”
Martin Heidegger, (Seminario di Le Thor, 30 agosto 1968)
*
Idea di scenografia: Casa di Turandot: Turandot vive dentro una scatola argentata che si apre e appare una faccia
31/03/2011
Studio sui colori:
ARGENTO:
arma del boia, metallo, ghigliottina, freddezza, stanza in penombra
VERDE:
speranza, possibilità, seconda/vera (estate), amore
BLU:
madre(notte), pancia, luna, antenata (ombra), mamma, coccole, protezione, no paura
ORO:
papà, fiducia, severo, sgrida, coraggio, forza, insegna, regole, capo/capobranco
Colori e libere associazioni:
ROSSO:
sangue, amore, passione
ORO:
la saggezza, il potere, la ricchezza
BLU:
notte, pace, acqua, purezza, morte
BIANCO:
Vita, pace, innocenza, purezza, luna, potere, bellezza dei mostri.
Paura, indistinto, conoscenza, silenzio, morte, gelosia, timidezza
31/03/2011
Azioni dei soldati:
Solo A. rimane in piedi e guarda.
M. lotta con A.
Armi:
belve che proteggono Turandot
progetto di A: ingrandire figura di animale e realizzare in cartoncino
25/03/2011
Azioni utilizzando il coro iniziale:
Popolo di Pechino.
Sequenza di azioni
Parole e ritmo
Battere le mani
Cerchio
Belle le azioni di F. che avanza col collo piegato e un cesto sulla testa.
Il velo di M.
Le lacrime di L: E’ un bambino che non vorrebbe avere la faccia. È l’anima di Liù che si nasconde.
Gioco del trasforma oggetto:
Corda/lanterna
Palla/mondo
La lanterna è la luna che appare nel cielo.
1/04/2011
Gioco dello specchio: dialogo tra padre e figlio
Giocare con le mani, guardarsi, ascoltare.
Bellissimo il silenzio che si è creato dice la maestra Sandra che prende gli appunti. Un momento magico.
Trovare una seconda sequenza di azioni per il popolo.
Ping pang e Pong come dei direttori di orchestra guardano dall’alto il popolo:
Azioni che ci piacciono:
pugni chiusi
mani che si tendono
guardarsi vicini vicini
Turandot che passa attraverso il percorso fatto dai bambini.
31/03/2011
Impressioni dopo le prime improvvisazioni
A: Ho provato freddezza, anche molto interesse per il lavoro.
Secondo me dobbiamo lavorare molto di più per fare le cose bene.
C: Siamo morti per finta e ci siamo nascosti sotto i banchi. Abbiamo fatto dei gesti. Io ho immaginato che qualcuno mi stesse cercando. Mi è piaciuto M. che lottava con A. e cercava di rubargli l’arma.
M: Io direi che quando c’è la canzone del boia, chi lotta contro A. viene ucciso.
A: Mi è piaciuto quando A. e M. tiravano il bastone. Ho apprezzato anche la loro gioia.
L: Ci siamo nascosti sotto i banchi e io ho visto che era buio.
M: Ho provato felicità quando ci siamo nascosti. Nelle altre cose che abbiamo fatto non ho provato nulla, pero’ il lavoro insieme mi è piaciuto e mi sono divertito.
F: Ho provato una grande emozione e anche volontà di lavorare. Ho visto che l’ordine delle azioni dei soldati non funziona. Per me la faccia spaventosa va per ultima.
S: Mi è piaciuto molto lavorare con la musica. La mia parte preferita è stata quella dove c’era una lotta tra M. e A. e lì ho provato un’emozione.
C: Ho “fatto” la paura con i miei amici. Ho visto la vera paura.
Ho provato agitazione a dire quelle parole fredde e tristi.
Mi sono nascosta con il divertimento mischiato con la paura sotto un riparo per nascondermi da quelle parole. I miei occhi in quel momento brillavano come stelle verde luccicanti.
F: E’ stato bello lavorare con il brano di Turandot. Oggi ci sono venute molte idee e ci siamo divertiti un mondo. Mi sono emozionata perché io ho visto di fronte a me come della gente che
applaudiva. Come i nostri genitori. E’ stato molto bello ed emozionante.
G: I mostri che noi non vediamo ridono dietro le nostre spalle.
Istruzioni per costruire l’animale di carta di Askash
1. Piegare un foglio di carta.
2. disegnare una forma allungata su un lato del foglio. Disegnare un grosso muso, due gambe e una lunga coda.
3. Tagliare in diagonale piccole fessure lungo la parte posteriore dell’animale (lungo la linea di piegatura).
4. Piegare la carta. Piegare ciascuna delle fessure da tagliare formando piccoli triangoli.
5. Disegnare una grande bocca, i denti e un occhio sull’animale.
11 aprile 2011
Invocazioni alla luna (testi scritti dai bambini)
O luna, abbi pietà di me.
Tu, con la tua freddezza, sei gelida e pallida.
Nella notte rimani guardando le stelle
che tremano di paura
davanti al tuo cospetto.
O luna, oscura e pallida luna,
dal sole ti nascondi, o gelida ombra!
Tu, luna, crei oscurità nella notte,
sei silenziosa e tutto il mondo
s’inchina al tuo cospetto.
O luna, come te, potente,
nessuno c’è, padrona,
io mi inchino davanti a te.
O tu, fredda, senza pietà.
O, sorgi luna, padrona del cielo.
O, sorgi luna, la notte ti aspetta.
Scendi dalla tua stanza, o luna gelida e pallida.
O, luna, pietà di me.
Tu che hai paura del sole
per i suoi raggi potenti,
per paura di scomparire, ora ti ritiri nella notte.
*
Liù a Turandot
Esci dalla tua fredda stanza!
Tu sei la morte che ogni giorno
entra in un’anima.
La notte il tuo volto compare e scompare.
O morte, tu sempre sul balcone
ad aspettare il fischio del cielo.
Un giorno spuntò il sole che ti disse: “muori”.
Il sole ordinò: “uccidetela!”
Tu eri senza speranza
e ora all’alba morirai.
Aiuto!
Aiuto!
Buio e morte, aiuto!
Io sono la regina, aiutooo!!!
AAAAAAAAAAAAAAAA!!!
*
Parla Liù
Signore, ascolta:
Liù ti ringrazia
e ringrazia le tue stelle che
le illuminano la strada verso il cielo.
Liù ti ringrazia di averla
accompagnata verso Calaf,
verso l’amore che l’ha delusa.
O mia luna,
che il mio spirito venga su di te.
O testa pallida, scendi a proteggermi!
Cara luna mi manca una manna.
*
Liù alla luna
Cara luna,
non lasciare che Turandot tagli tutte le teste degli altri.
Ti prego, aiutaci,
così un giorno Turandot amerà Calaf.
*
O luna che tremi sempre d’amore
Aiuta Turandot a far splendere i suoi sentimenti.
O luna, luna che guardi le lucciole,
illumina ancora di più
il tuo volto amoroso per tutta questa Cina.
*
Parla Timur
Cara luna, il tuo corpo splende e brilla con dentro amore, forza, coraggio, saggezza.
Il tuo corpo splende e brilla.
Sarei spezzato e sparito nel buio
se cadesse il cuore di Liù.
*
Parla Liù
Casa di Turandot, dille di non uccidere Calaf.
Ti scongiuro, Turandot, non ucciderlo.
E anche tu, luna, ti prego di convincerla.
Io amo tanto Calaf,
sono piena d’ amore per lui.
Ti scongiuro, tu, luna brillante,
bella e piena di potere:
come luccichi e risplendi davanti al sole!
Ti scongiuro, diglielo e convincila.
*
Prega Liù
Tu, o luna,
sorta dall’ombra del cielo
con lucciole brillanti che guardano
il volto argentato,
i tuoi occhi che piangono,
il tuo sorriso stanco e triste di guerra.
O luna, che ci mandi il sonno
di un bambino in una culla
di ramoscelli di rampicante.
O luna, che sei nei cieli neri e oscuri,
tu che brilli come la speranza
di lacrime felici e luminose come il ferro.
O luna pallida e affascinante
come un velo pieno di luce
che ti guarda il cuore triste.
Tu, morta di amore.
*
Prega Pang
Tu, luna del potere,
scendi dalla regina.
Tu, luna della malvagità,
diventa buona,
non lasciare che Turandot tagli altre teste!
Tu sarai come un cuore d’oro
che scende nella sua stanza
per diventare una piccola fata.
*
Parla Calaf
Ciao luna,
tu che sei la regina del nostro popolo e
dei soldati,
ti chiedo di farmi amare.
O luna,
puoi aiutarmi a uccidere
Ping Pang e Pong
che hanno accecato mio padre?
*
Parla Ping
Ora vieni, seguimi, luna…
Ora canta dal tuo giaciglio stellato …
Ora scendi, sei pronta!
Ora vieni, ti prego …
Ho bisogno di amare …
Ho bisogno di amore …
Ho bisogno di madre,
e solo tu sei madre …
Gira intorno a tua sorella!
O, vieni, scendi, sei pronta.
*
Relazione di A
Oggi siamo andati per la prima volta a lavorare in teatro.
Il maestro ci ha proposto un esercizio: ci siamo messi in cerchio e ci siamo avvicinati al centro, lentamente, poi abbiamo unito le mani. Prima cercando quelle dei compagni vicini, poi quelle dei compagni più lontani.
Era molto importante lavorare insieme, fare un lavoro di gruppo.
Abbiamo alzato, abbassato le mani e abbiamo ripetuto varie volte l’esercizio.
Mentre i miei compagni facevano questo esercizio, io stavo da parte. Il maestro mi ha visto e mi ha chiesto di venire avanti, a destra, portando con me una coperta rossa. Questa coperta è diventata un tappeto e io sono diventato Turandot.
Mentre avanzavo sul tappeto i compagni si inchinavano.
UN PASSAGGIO DEL LIBRETTO
(L’oro degli sfondi s’è tramutato in un livido colore di argento. La gelida bianchezza della luna si diffonde sugli spalti e sulla città. Sulla porta delle mura appariscono le guardie vestite di lunghe tuniche nere. Una lugubre nenia si diffonde. Il corteo si avanza, preceduto da una schiera di ragazzi che cantano:)
I RAGAZZI
Là sui monti dell’Est
la cicogna cantò.
Ma l’april non rifiorì,
ma la neve non sgelò.
Dal deserto al mar – non odi tu
mille voci sospirar:
«Principessa, scendi a me!
Tutto fiorirà,
tutto splenderà!…»
I MINISTRI (decisi)
Su! Parliamogli in tre!
(E avvicinandosi al principe, a voce bassa, quasi a ritmo di fiaba di bimbi, cupamente, dicono insieme:)
Notte senza un lumicino,
gola nera d’un camino,
son più chiare degli enigmi di Turandot!
Ferro, bronzo, muro, roccia,
l’ostinata tua capoccia,
son men duri degli enigmi di Turandot!
Dunque, va’! Saluta tutti!
Varca i monti, taglia i flutti!
Sta alla larga dagli enigmi di Turandot!
LIÙ (avvicinandosi al principe, supplicante, piangente)
Signore, ascolta! Deh! Signore, ascolta!
Liù non regge più!
Si spezza il cuore! Ahimè, quanto cammino
col tuo nome nell’anima,
col nome tuo sulle labbra!
Ma se il tuo destino,
doman sarà deciso,
noi morrem sulla strada dell’esilio.
Ei perderà suo figlio…
Io l’ombra d’un sorriso!…
Liù non regge più!
(E si piega a terra, sfinita, singhiozzando)
IL PRINCIPE IGNOTO (avvicinandosi a Liù, con commozione)
Non piangere, Liù!
Se in un lontano giorno,
io t’ho sorriso,
per quel sorriso, dolce mia fanciulla,
mi ascolta: il tuo signore
sarà, domani, forse, solo al mondo…
Non lo lasciar… portalo via con te!
Dell’esilio addolcisci a lui le strade!
Questo… questo… o mia povera Liù,
al tuo piccolo cuore che non cade,
chiede colui che non sorride più!
28/04/2011
Sfogliare delle riviste e trovare immagini che ricordino lo spettacolo.
Sebastiano ha spiegato come eseguire l’esercizio portando come esempio un’immagine ritagliata da una rivista.
Tutto con musica di sottofondo.
Ogni bambino ha scelto almeno un’immagine e deve spiegare il motivo della scelta e perchè l’immagine gli ricordi lo spettacolo.
Improvvisazioni. Le cose più belle:
prendersi per mano
linea rossa
il popolo si dirige verso il palazzo
occhiali da sole
ciuccio
luce bianca accecante
Tutti in cerchio si muovono fino al centro guardandosi negli occhi.
Tutti uniscono le mani alzandole e poi tornano indietro.
L’ultima volta si abbassano tutti sedendosi a terra mentre A. gira intorno a loro e A, in piedi, fermo, tiene in mano un ‘ascia. Poi tutti si alzano e si allargano in cerchio.
A. “il cattivo” sulla sedia, sfida con lo sguardo (indossa occhiali da sole) tutti i compagni che non hanno paura di lui.
Ora il cattivo ha in mano un’arma e parla con uno dei bambini.
Chi pensa di essere Liu’ per carattere (coraggiosa) o Calaf?
Prove di corteggiamento
Difficoltà dei bambini a relazionarsi (maschio femmina)
Tra le azioni più belle:
inginocchiarsi e offrire una conchiglia
A. per burla offre alla sua compagna, Topo Gigio!
Sebastiano allora propone un esercizio per superare l’imbarazzo:
Uno di fronte all’altro come allo specchio (maschio femmina) come Turandot nella sua fredda stanza.
Azioni interessanti:
dorme, è forte, si sveglia, balla, cuce, prega, culla con le mani
29/04/2011
Prove a teatro.
Sono presenti: il papà e la mamma di A., il papà di S., la mamma di C., le maestre S. e V.
Si riprende l’esercizio del giorno prima, cioè trasformare le azioni trovate nei ritagli di giornale in improvvisazioni.
In particolare si scelgono due gesti:
venire avanti verso Turandot, da vecchio Timur col bastone e da Liù con la mano aperta.
Esercizi per consolidare il gruppo, in particolare quello delle mani che si alzano al centro.
Sentirsi un personaggio, Turandot cattiva e muoversi lungo una linea retta.
Giochi allo specchio coinvolgendo i genitori e le maestre.
Al termine della lezione, come sempre, i genitori commentano il lavoro dei loro figli, osservando i comportamenti e la concentrazione.
I tre indovinelli
1.
La speranza
Nella cupa notte
vola un fantasma iridescente. Sale,
dispiega l’ale
sulla nera infinita umanità!
Tutto il mondo l’invoca,
tutto il mondo lo implora!
Ma il fantasma sparisce coll’aurora
per rinascer nel cuore!
Ed ogni notte nasce
ed ogni giorno muore!
2.
Il sangue
«Guizza al pari di fiamma, e non è fiamma!
È talvolta delirio. È tutta febbre!
Febbre d’impeto e ardore!
L’inerzia lo tramuta in un languore!
Se ti perdi o trapassi, si raffredda!
Se sogni la conquista, avvampa, avvampa!
Ha una voce che trepido tu ascolti,
e del tramonto il vivido bagliore!
3.
Turandot
Gelo che ti dà foco! E dal tuo foco16d
più gelo prende! Candida ed oscura!
Se libero ti vuol, ti fa più servo!
Se per servo t’accetta, ti fa re
4/05/2010
SCENE E MATERIALI GIA’ TROVATI
1. Dialoghi
2. Sequenza azioni “Popolo di Pechino”
3. Scena dei guanti
4. Scena del taglio della testa del principe di Persia
5. Alfabeto muto. Incontro tra Liù e Calaf
6. Corteggiamento n. 1
7. Corteggiamento n. 2
8. Scena “Non ho paura di te”
9. Scena della luna rossa
10. Scena della luna bianca
11. Azioni di Turandot davanti allo specchio nella sua fredda stanza
12. Azioni del popolo verso l’imperatore
13. Turandot che avanza sul tappeto rosso e il popolo si inchina
14. Là sui monti…
15. Raccogliere le stelle
SCENE ANCORA DA PROVARE
Indovinelli
Monologhi
Scatola (?)
Corde/lanterne
Telo/cielo …
4/05/2010
Diario di F. e L.
Grande palla avvolta nel telo bianco.
Metà telo sciolto metà ad avvolgere la luna.
Sollevare la luna.
Uno alla volta passarsi la luna e tenerla alta verso il cielo.
Farla comparire, scomparire.
Cantare “là sui monti dell’est”
Cantare da soli: hanno cantato M. D. A. M. C.. Il maestro sceglie C. e M. che utilizzano due scialli per la scena, come un corteo.
3/05/2010
Diario di C.
M. entra in scena molto arrabbiato.
Gira la stanza con odio e tiene gli occhi al cielo.
Stringe i pugni, tiene la faccia attaccata al collo. Batte i piedi.
Sale in piedi sulla sedia e stacca la testa al principe di Persia.
Arriva Liù con un cesto in testa dove M. appoggia la testa del principe di Persia. Nella cesta ci sono tante teste di bambola staccate.
L. piange dietro al cesto.
Indicazioni di luce:
M. sta in fondo, in penombra. Davanti c’è la sedia ben illuminata sulla quale salirà M.
Sistemazione della scena dell’uccisione del principe di Persia.
M. in fondo, lungo una linea, esprime la sua rabbia. Guarda Turandot (C.) seduta su un trono in alto che sta raccogliendo lentamente uno spago. In segno di sfida viene avanti e sale sulla sedia.
Entra A. e gli porge un bambolotto che rappresenta il principe di Persia. Nel culmine della rabbia M. strappa la testa del bambolotto offrendola a Turandot.
Entra Liù col cesto e M. deposita nel cesto la testa del principe di Persia. Liù si allontana seguita da L. che piange.
Scena dell’alfabeto muto
I bambini entrano in scena capitanati da A. come camminando in equilibrio su un filo.
Utilizzando l’alfabeto muto scriveranno nell’aria: Io amo Turandot.
Entrano le bambine, le quali a loro volta scriveranno nell’aria: Io amo Calaf
I bambini: Io non amo Liù
Le bambine: Calaf non mi ama.
Poi i bambini tirano fuori dalla tasca una conchiglia e la porgono alle bambine.
Le bambine tirano fuori dalla tasca una biglia e la porgono ai bambini. Maschi e femmine si guardano negli occhi.
Tutti escono indietreggiando.
SCENA DEI GUANTI
Tutti i bambini indossano dei guanti e, fronteggiando il pubblico, dimostrano la loro rabbia.
Impressioni dopo le prove
1.Oggi ho scoperto che è meglio lavorare in gruppo che da soli.
2. Lavorando in gruppo si possono imparare più cose e più in fretta (M.)
3. Fino a qualche giorno fa volevo fare tutto da solo, ma ora ho scoperto che insieme è meglio (A.)
4. Oggi ho scoperto che posso lavorare da solo (C.)
5. Oggi ho sentito la presenza di gufo saggio. Era come se parlava, con i segni, un uccello che non sa parlare. (G.)
6. Oggi ho lavorato con due sentimenti: felicità e rabbia.
7. Oggi mi sono emozionato: ho provato molti sentimenti diversi: paura, tristezza, rabbia. (A.)
8. E’ stato emozionante quando ci siamo guardati negli occhi e poi quando ho preso la cesta e l’ho messa in testa! (F.)
9. Oggi è stata una bella giornata, come la festa di Natale. (M)
10. Oggi abbiamo fatto delle prove bellissime, divertenti ed emozionanti. Ci siamo guardati negli occhi, maschi e femmine e il maestro era felice e insieme stavamo bene e questo mi rende felice! (A)
11. Ho provato gioia e vergogna…scherzo! (F.)
SCALETTA PROVVISORIA CON PROPOSTE MUSICALI
1.
Musica 1
C. e M. cantano.
In scena la scatola/casa di Turandot. Mentre C. e M cantano, due bambini tirano fuori una corona una scopa e delle briciole di pane. Danno la scopa in mano ad A. mettono la corona in testa ad A. e sparpagliano le briciole di pane.
Dialogo tra A. e A.
Rimangono in scena
2.
Musica 1,2
Altri due bambini tirano fuori dalla scatola una corona, un mantello e un’arma e vestono di questi oggetti.
Dialogo tra A. e A.
3.
Entrano F. L. C. e dicono, in coro: “popolo di Pechino”
4.
Tutti. Musica 3
Entrano tutti. Sequenza delle azioni “Popolo di Pechino” indossando i guanti.
Escono tutti.
5.
Tutti i maschi, poi M. da sola. Poi A. con la mamma.
Musica 4
Entrano i bambini col telo bianco e sparpagliano in aria le stelle. Entra M. e raccoglie le stelle. Entra A. con la mamma e giocano a fare le azioni di Turandot nella sua fredda stanza.
6.
Tutte le bambine. Poi tutti i maschi.
Musica 5
Entrano tutte le bambine con la luna rossa avvolta nel mantello rosso. Tolto il mantello, la luna viene passata di mano in mano finchè tutti vanno al centro e la reggono insieme con le mani.
Subito dopo, battendo le mani, tutti cantano “là sui monti…”
7.
Musica 6
Liù da sola, con i gesti muti: Io amo Calaf. Calaf non mi ama. Calaf ama Turandot. Io morirò… Infine aprono le mani per farsi un dono ma nella mano non c’è niente.
8.
Musica 7
Entra M. C. che avvolge lo spago sul tavolo, M. taglia la testa, F. porta via la testa seguita dai piangenti.
9.
A. sulla sedia. Tutti si avvicinano verso di lui in segno di sfida. Io non ho paura di te…
10.
Musica 8
Entra l’imperatore (papà di A.) e A. Tutti si inchinano facendo il gesto del chiedere l’elemosina.
Qualcuno legge il primo indovinello: la speranza. I bambini indovinano.
Qualcuno legge il secondo indovinello: il sangue. I bambini indovinano.
Si sente la voce di Turandot che dice il terzo indovinello. Il papà di A. solleva A. Quando si sente il coro che esulta, A. si chiude tra le braccia del papà e i bambini lanciano le stelle.
11.
Tutti. Musica 9
Si ripete, ma ora con tutti, la scena n. 7
12.
Genitori e bambini. Musica 10
Dire “mamma luna mi sei mancata”
Intanto entrano i bambini e i genitori tenendosi per mano.
Coprono la casa di Turandot e sollevano la luna bianca e la cullano.
OGGETTI
Vestiti neri
Calze antiscivolo
Bende nere tipo pirata
Bende bianche
Sciarpa di M. e di C.
Casa di Turandot
5 sedie e tavolo
luna bianca
luna rossa
telo bianco
telo rosso
scopa
briciole
4 corone di Turandot su misura
sciabola A. e coltello
bastone
guanti
telo di plastica
stelle
cesto di M.
cesto di C.
corde rosse come lacrime
cuori rossi
spago
bambolotto con testa da staccare
mele e pane
fogli con indovinelli
foglio con testo “Mamma luna”
teli per coprirsi
Lunedi 9 maggio
Diario di F. e altri compagni
Commenti dopo l’invenzione della scena che provvisoriamente chiamiamo “Il mondo è caduto”
I bambini trasportano un telo bianco dal quale sparpaglieranno in aria delle stelle. M. raccoglie le stelle col cesto. A. gioca con la mamma a fare Turandot nella sua fredda stanza.
Spiegazioni dei bambini:
M: Turandot ha colpito il mantello di suo padre
C: Il telo è diventato una lastra di ghiaccio (telo di ghiaccio)
G: Turandot ha perso il suo potere e le stelle sono cadute.
M: Le stelle sono i cuori rossi strappati a tutti gli innamorati uccidi da Turandot
A: Sotto il cielo c’è il futuro di Turandot
C: Il cuore di Turandot è come un pugno
M: Il cuor di Turandot è scoppiato e i suoi pezzi sono diventati stelle
M: Nascita di una principessa senza cuore
C: Stelle chiuse nel ghiaccio
A: Quando la mamma di A. entra in scene si muove come se fosse in un mondo diverso. Inoltre le stelle sono malate.
M: M. prende le stelle malate e le cura
M: Quando Calaf e Turandot si baciano, cadono stelle dorate
M: Quando c’è l’aria “Nessun dorma” è mattino. Calaf e Turandot si baciano e dal cielo cadono le stelle che hanno dato ai due innamorati tutto l’amore.
Il manifestino
MAMMA LUNA, MI SEI MANCATA
Immaginando “Turandot”
una favola in musica di Giacomo Puccini
dono teatrale
con i bambini, i genitori e gli insegnanti
della classe terza A
Teatrino della Casa del Sole
Mercoledi 25 maggio
Ore 17
In sala la scatola/quaderno/diario
in cui potrai lasciare un tuo pensiero da donare ai bambini.
E, a seguire,
incontro/festa alla
“stanza delle scoperte”
per
rinfresco, condivisione dell’esperienza, e…
UNA PICCOLA MOSTRA A SORPRESA!
***
PREGHIERA DI TURANDOT
Mamma luna, mi sei mancata
credo a te
donami il tuo sangue.
Voglio toccare le tue mani
voglio sentire il tuo amore
voglio vederti splendere.
Scendi, qui, da me.
Perché mi hai abbandonato?
Guardami:
mi hai ferito
mi hai ucciso.
Tu che sei la mia culla
proteggimi dall’urlo
salvami da Calaf.
Ridammi l’anima
salvami dalla paura
proteggimi dall’amore
nutrimi del sangue del popolo.
Tu che sei la mia freddezza
dammi la forza
salvami dall’inganno
dammi occhi per non piangere
fa’ che il cielo crolli
dammi il figlio cattivo
della mia freddezza.
(testo collettivo a cura dei bambini)
5 maggio 2011
Diario di G.
Abbiamo coperto la luna, poi abbiamo fatto la scena dell’alfabeto muto. Poi la scena in cui al principe di Persia viene tagliata la testa e cade.
La principessa, quando tiene il filo, vuol dire che sta tenendo nella sua mano tutto il popolo.
1 maggio 2011
Diario di G.
Lunedì abbiamo fatto un dialogo con A. e A..
Io, A. C. e M. abbiamo lavorato insieme.
Abbiamo dato ad A. la spada e ad A. la coperta per coprirsi.
C. F. e L. hanno detto “popolo di Pechino”.
Tutti i maschi hanno buttato delle stelle.
M. le ha raccolte
DIARIO DI UN GENITORE
Oggi 9/5 sono stata ad assistere alle prove dello spettacolo “mamma luna, mi sei mancata”.
Le prove si sono svolte nella classe e nell’auletta, sono state provate parti di alcune scene.
I bambini sono molto interessati e partecipi, emerge la pazienza di Sebastiano che invita i cari “attori” ad entrare nella parte : espressione, durezza del volto, dolcezza e lentezza dei movimenti; imparano ad osservare gli oggetti che devono raccogliere e/o porgere. Sebastiano ascolta e modifica le scene in funzione dei vari ragionamenti che emergono dai commenti dei bambini (es. il cielo è caduto, le stelle malate, il mondo freddo). Modifica la scena, il lenzuolo diventa un telo di plastica per far volare le stelle….Questa esperienza aiuta molto i bambini timidi poco propensi ad esprimere il loro pensiero, sia che dipenda dalla difficoltà della lingua, sia dal proprio carattere.
Tutti vengono ascoltati e tutti possono dire le loro impressioni.
Senza dubbio questa esperienza è una partecipazione attiva nella scuola da parte anche di noi genitori, mi permette anche di conoscere mio figlio in atteggiamento diverso rispetto all’ambito familiare.
Per la sala
MAMMA LUNA, MI SEI MANCATA.
Il titolo di questo lavoro è stato scelto partendo dalle riflessioni dei bambini, i quali hanno scoperto che questo personaggio femminile, una principessa spietata e fredda, è cattiva per il fatto che non ha avuto una madre. Non raccontiamo, chiaramente, tutta la storia, ma alcuni momenti scoperti durante il lavoro di improvvisazione: un insieme di riflessione e di messa in scena utilizzando oggetti, situazioni simboliche, vissuti personali dei bambini, in un percorso di “teatreducazione” completamente integrato, nel corso di questi mesi, con gli obiettivi del programma di lingua . Un grazie particolare ai genitori che si sono prestati a condividere questa esperienza stando in scena con i bambini o contribuendo all’organizzazione attiva di questo momento….che presto sarà documentato in un video.
Insieme a questo foglietto, tre piccoli dolci doni, simbolo delle tre prove che Calaf deve superare per conquistare Turandot.
SCALETTA DELLO SPETTACOLO
1
Là sui monti …
2
Due dialoghi: la regina cattiva e la regina dispettosa
3
L’annuncio delle prove
4
Il popolo servitore
5
Il cielo capovolto. Liù raccoglie le stelle, Turandot si guarda allo specchio.
6
Scena della luna rossa. Là sui monti …
7
Dialogo muto tra Liù e Calaf.
8
Il principe di Persia perde la testa
9
Io non ho paura di te
10
Scena degli indovinelli, dell’amore legato e spezzato
11
Scena dei doni
12
Mamma luna, mi sei mancata
13
Scena della luna bianca
ESERCIZI
cercare azioni, espressioni del viso, gesti
scenografie per lo spettacolo ritagliando fotografie e immagini dai giornali.
Questo percorso “attorale-drammaturgico”, ha visto i piccoli “attori in erba” cimentarsi nella recitazione.
La partecipazione, la passione e la sensibilità d’animo dimostrate dai ragazzi, l’emozione che trasmettono attraverso la voce a volte “strozzata”, ma anche il senso di amicizia, di responsabilità, li ha resi protagonisti di un mondo “favolistico” dove “tutto è permesso”; soprattutto la voglia di stare insieme, uniti, fraterni, complici di un percorso flessibile e coinvolgente costruito da loro stessi e quindi a “misura di bambino”.
Maestra M.V.
Le ultime scoperte dei bambini:
Nella scena iniziale, osservando casualmente i coriandoli che si erano sparpagliati sul pavimento, è venuto fuori che la Turandot cattiva e dispettosa che recita A. ha appena tenuto una gran festa, abbandonando in giro cuori spezzati. Quindi A. dirà, invece di: c’è una briciola lì, c’è un cuore spezzato lì…
*
Qualcuno chiede se, il testo letto da D. possa essere contenuto dentro una scatola. Allora si rispolvera la scatola a forma di cuore rosso portata da M. dentro la quale D. custodirà la sua mela da mangiare in scena e il foglio dal quale leggerà il testo.
Si ragiona sul senso della scatola. La cosa più bella ed emozionante la dice A: è il cuore di Liù che si è sacrificata per amore …
*
Nella scena finale, quella della luna bianca, coppie di bambini che si sono scelti liberamente, passeggeranno dietro la casa di Turandot guardando le bolle di sapone, mentre, seduto davanti, D. osserverà la scena mangiando una mela.
*
Riflessione finale dopo lo spettacolo. Rispondi
In questa scheda ci sono 10 errori di ortografia. Prova a trovarli tutti
1.
Che cosa hai sentito mentre recitavi?: Paura, senso di responzabilità, timidezza, sicurezza, attenzione, svogliatezza, concentrazione, altro
2.
Hai avvertito la collaborazzione dei compagni? SI NO
3.
Pensi che sia stato risolto, durande lo spetacolo, il problema del chiacchiericcio dietro le cuinte? SI NO
4.
Lo spettacolo e piaciuto ai tuoi parenti? SI NO NON SO UN PO’ PER NIENTE
5.
Ci sono stati dei compagni, durante lo spettacolo, che hanno aiutato piu’ degli altri? SI NO
6.
Pensi che questa esperienza ti abbia aiutato a: RAGIONARE, RIFLETTERE, CONOSCERSI MEGLIO, STARE IN GRUPO, MANGIARE LA MERENDA, CONOSCERE MEGLIO GLI INSENIANTI, USARE MELIO LO SPAZIO, USARE LA FANTASIA, IMPARARE I SIMBOLI, SAPER OSSERVARE MEGLIO, VINCERE LA TIMIDEZZA, SAPER ALZARE LA VOCE QUANDO SI PARLA, SAPER CANTARE, SAPERSI MUOVERE INSIEME, SAPER USARE IL RITMO, SAPERSI GUARDARE ALLO SPECCHIO, SAPERSI PETINARE MEGLIO, ALTRO
7.
Ti sei sentito far parte di un gruppo mentre recitavi? SI NO
8.
Ti andrebbe, il prossimo anno, di ascoltare un’altra opera? SI NO
Rispondi su un foglio a parte
1.
In quale scena ti sei sentito più sicuro?
2.
In quale scena ti sei sentito meno sicuro?
3.
In quali scene pensi ci siano stati degli errori?
4.
Quali scene pensi siano venute meglio?
5.
Quali scene sono piaciute di più ai tuoi genitori?
6.
Che cosa hai imparato da questa esperienza?
7.
Quale scena modificheresti e come?
8.
Qual è, secondo te, il significato più importante del nostro spettacolo?
9.
Prova a spiegare perché il maestro ha scelto di tenere la Barby nella scena dell’uccisione del principe di Persia.
10.
Perché, secondo te, M. è arrabbiato con C.?
11.
Perché, secondo te, A. e M., nella scena dei segni muti, non si offrono niente alla fine?
12.
Perché, secondo te, A. nella scena degli indovinelli, ha le bende gialle?
13.
Scegli fra queste opere quella che vorresti ascoltare e spiega che cosa ti ha fatto venire in mente il titolo: Il flauto magico, Il barbiere di Siviglia, Orfeo ed Euridice, Cavalleria rusticana.
RELAZIONE DI UNA MAMMA
Faccio una premessa: questa opportunità di un’attività teatrale nella scuola che il maestro ha dato ai bambini, fa notare la grande sensibilità e capacità di educatore.
Questa esperienza porta i bambini a conoscere loro stessi, integrando e sviluppando la loro capacità interpretativa e analitica rispetto al racconto. L’espressione teatrale porta loro a imparare in modo sereno, divertendosi e rilassandosi, senza accorgersi che stanno sviluppando i loro sensi.
Appena il maestro inizia con la musica e chiede ai bambini di chiudere gli occhi, il suono prodotto dai loro corpi e dai movimenti, porta i bambini alla conoscenza dell’altro, imparando e ascoltando.
La mimica sviluppa la creatività, aiuta i bambini a utilizzare il pensiero e li rende più sensibili.
Improvvisazione: Soldati e popolo. Stare fermi, imparare a osservare e a tenere sottocontrollo le emozioni. Imparare a controllarsi senza fare movimenti e senza toccarsi.
Alla domanda: “chi assomiglia a questo personaggio?”, è stato risposto:
A nessuno
Alla mamma della compagna.
Qualcuno fa notare che Turandot ha un carattere duro.
Si valuta il carattere di Calaf attraverso i suoi movimenti.
F. è originale, espressiva, con tanta fantasia.
C. è molto concentrata nei movimenti, è riflessiva con un’espressione molto delicata in viso.
S. è osservatrice, sorride e si esprime in modo esuberante…
M. è originale, immersa nei movimenti che sembrano movimenti sacri.
Lavorando nella scoperta dei colori e dei materiali da usare, si utilizzano azioni e pensiero.
Ecco le risposte sui significati:
ROSSO, sangue, azione, amore.
BIANCO, morte, conoscenza, innocenza, gioia, luna, pace, saggezza, LUNA-MADRE
ORO, il padre di Turandot, ricchezza, potere.
RELAZIONE DI UN GENITORE
LAVORANDO CON IL CORPO:
I movimenti guidati del maestro utilizzando oggetti, ha portato i bambini a imparare a condividere lo spazio seguendo la melodia del proprio corpo e la propria espressione.
Al momento in cui i bambini devono raccogliere le stelle, noto che a questo punto si sono immersi nella storia e sono molto concentrati. Ho potuto vedere il totale rilassamento e la concentrazione dei bambini; e anche io mi sentivo rilassata.
RACCOGLIERE LE STELLE
3 alunni lavorano con il telo e la palla che rappresenta la luna che si muove nel cielo con movimenti sincronizzati.
La mia riflessione finale, osservando il lavoro impegnativo e faticoso del maestro è che, comunque, è un lavoro gratificante.
Si vedeva che i visi dei bambini erano espressivi e rilassatissimi, con volontà di collaborazione. Tutti erano coinvolti e questo momento di riflessione ci ha trasportati in un momento magico.
Questo tipo di lavoro è importante per valutare i sentimenti e non solo per interpretare storie vissute.
La delicatezza dei movimenti studiati dal maestro ci porta a guardare ogni cosa senza frenesia.